Nan Goldin

Nan Goldin è riconosciuta a livello internazionale come una delle maggiori fotografe contemporanee. Nata a Washington DC, è cresciuta a Boston, dove comincia a fotografare dall’età di quindici anni. Vive a New York, Bangkok, Berlino, Tokyo e Parigi, accumulando un cospicuo corpus di opere che rappresentano un ritratto fotografico intimo e toccante del nostro tempo.
Nan Goldin raggiunge la notorietà nei primi anni ’80 con The Ballad of Sexual Dependency, un ciclo di circa 750 diapositive accompagnate da una colonna sonora, mostrato per la prima volta al Mudd Club di New York nel 1979. Da allora osserva la parte trasgressiva e nascosta della vita con un approccio intimo e personale. I ricordi privati divengono opere d’arte solo dopo la decisione di esporli. Ritrae amici e conoscenti, ma anche se stessa come nel celebre Autoritratto un mese dopo essere stata picchiata. Il suo stile diventa un’icona della sua generazione ed esso assume un ulteriore svolta dopo la diffusione dell’AIDS che mette in discussione la sua fiducia nel potere delle immagini, iniziando così a documentare la vita quotidiana dei suoi amici sieropositivi sotto una valenza sociale e politica.
Le sue opere sono presenti nelle collezioni d’arte di istituzioni di tutto i mondo, e le sue fotografie sono state esposte, fra l’altro, allo SFMOMA, San Francisco, al Whitney Museum of American Art, New York, allo Stedelijk Museum, Amsterdam, al Centre Pompidou, Parigi, alla Whitechael Art Gallery, Londra e al Museo Reina Sofia, Madrid.