Bruce Davidson

Bruce Davidson nasce nel 1933 nella periferia di Chicago (Oak Park, Illinois) dove inizia ad occuparsi di fotografia all’età di dieci anni e poi successivamente durante gli studi al Rochester Institute of Technology e alla Scuola di Design dell’Università di Yale, continuando ad approfondire la conoscenza di quest’arte sviluppando questa sua passione soprattutto verso la “street photography”.
A 24 anni, nel 1958, inizia a lavorare come fotografo freelance per la rivista Life e diventa membro dell’agenzia Magnum. Il suo primo libro, “Brooklyn Gang”, esce nel 1959 ed è la sua consacrazione come fotografo legato al sociale. Dotato di uno stile personale ed elegante, Davidson concede una lunga parentesi alla sua vocazione sociale lavorando dal 1961 al 1964 per Vogue come fotografo di moda, ma continua ad occuparsi di soggetti sociali pubblicando “Time of change” nel 1965.
Nel 1966, con un apparecchio di grande formato, comincia un lungo reportage sulla comunità afroamericana di Harlem a New York. Le sue fotografie, scattate nel corso di due anni, non vogliono obbligatoriamente ritrarre ne la povertà ne il ghetto, ci mostrano invece uomini a casa loro nel loro quartiere: “East 100th. Street” è pubblicato ed esposto al M.o.M.A. nel 1970.
In seguito, affascinato dalla metropolitana newyorkese, da quei visi assorti, Davidson vi lavora in maniera quasi esclusiva a partire dal 1981, utilizzando per la prima volta il colore. “Central Park” e “Subway” sono le sue due opere editoriali nate da questo suo momento fotografico.