Edward Weston

Edward Henry Weston è nato a Highland Park, Illinois, il 24 marzo 1886. Trascorre la maggior parte della sua infanzia a Chicago, dove frequenta la Grammar School di Oakland.  I primi scatti risalgono all’età di sedici anni, cattura istanti nei parchi di Chicago e la fattoria di sua zia con una Kodak Bull’s Eye ricevuta da suo padre. Quando appare sulla rivista “Camera Oscura” una sua fotografia decide di trasferirsi in California e di fare di questa passione artistica un lavoro. Nel 1906 lavora come fotografo itinerante, ma è consapevole di quanto sia necessario un’ulteriore formazione. Nel 1908 torna nell’Illinois per frequentare il College of Photography a Effingham e il corso di un anno lo porta a termine in soli sei mesi, ultimato il quale ritorna in California. Nel 1911 apre il suo primo studio fotografico a Tropico, base operativa per i prossimi due decenni. Ottiene numerosi successi e premi che lo proiettano verso la celebrità.
Nel 1922 Weston visita l’ARMCO Steel Plant a Middletown, Ohio. Le fotografie che scatta qui segnano un punto di svolta nella sua carriera.  Abbandonato il pittorialismo, stile importato dall’Inghilterra, sperimenta una fotografia più chiara e definita, concentrando la sua attenzione sulle forme astratte di oggetti industriali ed elementi organici. “La macchina fotografica – sostiene Weston – deve essere usata per registrare la vita e per rendere vera la sostanza, la quintessenza delle cose in sé, sia che si tratti di acciaio lucido o di carne palpitante. Nello stesso anno durante un viaggio a New York conosce Alfred Stieglitz, Paul Strand, Charles Sheeler e Georgia O’Keeffe.
L’anno successivo si trasferisce a Città del Messico, qui apre un nuovo studio fotografico insieme alla sua assistente e amante Tina Modotti, ex attrice di origine triestina, inserendosi pienamente nel rivoluzionario clima artistico messicano di quegli anni, cui facevano parte Diego Rivera, David Siqueriros e Josè Orozco. La parentesi messicana, che scandisce un periodo di transizione e di autoanalisi per l’artista, si chiude tre anni dopo quando nel 1926 torna, definitivamente, in California. Vengono alla luce in questo nuovo periodo californiano le opere per cui  è giustamente famoso: gli still-life di conchiglie, peperoni, cavoli ed altri ortaggi mettendo in evidenza le forme e le trame.
Nel 1929 si trasferisce a Carmel e in collaborazione con Ansel Adams, Imogen Cunningham, Willard Van Dyke e Sonya Noskowiak fonda il celebre gruppo f/64 (chiamato così perché in genere usavano l’apertura minima di diaframma degli obiettivi per ottenere la massima profondità di campo e quindi un grandissimo dettaglio), con il quale porta avanti una poetica basata sulla nitidezza dell’immagine e sulla sperimentazione delle possibilità estetiche offerte dal mezzo fotografico. Il 1936 si apre con una serie di Nudi, e Dune di sabbia ad Ocean, spesso considerate alcuni dei suoi migliori lavori e arriva il riconoscimento Guggenheim Fellowship per il suo lavoro sperimentale. Il seguente biennio lo vede impegnato a scattare fotografie nell’Ovest e nel Sud-Ovest degli Stati Uniti insieme alla sua assistente e futura moglie Charis Wilson.
Nell’anno in cui inizia ad avvertire i sintomi del morbo di Parkinson, 1946, il Moma di New York lo celebra con una magnifica retrospettiva del suo lavoro composta da trecento stampe. Nel 1948 scatta le sue ultime fotografie di Point Lobos. Nel decennio che segue, segnato dal progressivo peggioramento della malattia, Weston diviene supervisore delle proprie fotografie stampate dai figli Brett e Cole. Lo Smithonian Institute nel 1956 tiene una mostra, “Il mondo di Edward Weston”, per rendere omaggio alle sue notevoli realizzazioni e per il suo contributo nella storia della fotografia americana.