Harry Callahan

Harry Callahan nasce e cresce a Detroit. Studia ingegneria chimica ed economia presso l’Università dello Stato del Michigan a Lacing prima di ottenere un lavoro come impiegato presso la Chrysler Motors Parts Corporations nel 1936. Si unisce al Club di Fotografia della Chrysler nel 1938 e due anni dopo è già membro del Detroit Photo Guild. Dopo aver assistito a una conferenza di Ansel Adams nel 1941, e dopo aver incontrato Alfred Stieglitz, Callahan decide di riservare tutte le sue energie alla fotografia. Matura in pochi anni una forte reputazione sul campo, tanto da garantirsi l’invito di Lazlo Moholy-Nagy- il grande maestro emigrato del Bauhaus- nel 1946 per insegnare presso l’Institute of Design di Chicago. All’interno di questo ambiente ha la possibilità di confrontarsi con le idee del Bauhaus e di stringere legami con personalità di rilievo quali: l’architetto Mies van der Rohe, l’allievo Siskind e il grande fotografo Steichen. Lascia l’Institute of Design per un posto al dipartimento di fotografia presso la Rhode Island School di Design nel 1961. Mantiene questo incarico fino al 1973, ma il ritiro definitivo dall’insegnamento avviene quattro anni dopo.
Scatta le sue fotografie a colori e in bianco e nero, i soggetti di Callahan includono ritratti che hanno come soggetto la moglie Eleonor, da sola o in compagnia della figlia Barbara, nell’intimità domestica o all’aperto, passanti nelle vie di Chicago, linee telefoniche, architetture a Providence, paesaggi a Capo Cod, e frammenti dei suoi viaggi in Giappone, Francia, Inghilterra e Marocco.
Sono numerosi i premi e riconoscimenti ottenuti durante la sua lunga carriera: il premio dell’Associazione Guggenheim del 1972, quello dell’Accademia Americana delle Arti e della Scienza del 1979, quello dall’Accademia d’arte dell’Illinois nel 1992 e diversi altri. Inoltre Callahan è stato il primo fotografo a esser scelto come rappresentante degli Stati Uniti alla Biennale di Venezia del 1978,
Dalla sua prima mostra personale del 1947, le opere di Callahan sono state oggetto di più di sessanta mostre individuali o collettive, incluse le retrospettive organizzate dal museo Moma di New York (“Callahan” 1976-1977) e la National Gallery of Art di Washington. Nel 2006 il Centro di Fotografia creativa presso l’Università dell’Arizona di Tucson ha organizzato una mostra dedicata al maestro destinata a viaggiare verso Chicago e San Diego. Più recentemente anche il Museo d’Arte di Atlanta ha celebrato il fotografo con un allestimento “Harry Callahan: Eleonor”.