Norman Parkinson

Norman Parkinson (1913 – 1990) impara il mestiere dal 1931 al 1933 presso i fotografi giudiziari Splaight Sons. L’anno successivo apre uno studio con Norman Kibblewhite e inizia a lavorare per le riviste “Harper’s Bazaar” e “The Bystander”, una rivista di attualità. Fotografo di moda e di ritratti si distingue alla fine degli ’30 per i nuovi criteri che adotta nel cogliere “l’aura naturale” delle sue modelle. Nelle sue fotografie egli cerca di suggerire azione e movimento. Parkinson non si ritiene tuttavia un artista, ma solo un esecutore in grado di utilizzare la propria macchina fotografica. Dal 1945 lavora cinque anni per “Vogue” e in questo periodo cerca di allontanarsi dalla fotografia statica, inserendo le modelle su sfondi insoliti e le presenta con prospettive particolari, realizzando per esempio servizi fotografici di cappelli con sullo sfondo dei grattacieli.
Oltre a modelle, attrici e cantanti famosi come Audrey Hepburn e i Beatles, Parkinson ha anche ritratto tutti i membri della reale inglese. Nel 1963, si trasferisce a Tobago dove lavora come fotografo indipendente ber riviste internazionali.