Stephen Shore

Stephen Shore (1947), esponente di spicco della New Color Photography, raggiunge la fama internazionale negli anni Settanta. Protagonisti della sua opera sono gli scenari urbani quotidiani, spesso immobili. Giovanissimo si interessa di fotografia studiando da autodidatta. Nel 1970 partecipa ad un workshop con Minor White e a quindici anni già collabora con la Factory di Andy Warhol.
Scatta le sue prime foto in bianco e nero, per poi passare al colore e al grande formato. Nel 1971, il Meteopolitan Museum of Art gli dedica una personale. Lavora su commissione per il Metropolitan Museum e riviste quali Fortune e Architectual Digest. Ottiene numerosi premi e borse di studio: NEA Grant (1974, 1979), la borsa di studio Guggenheim (1975), quella dell’American Academy di Roma (1980), l’ammissione alla MacDowell Colony (1993), il premio per la cultura della Deutsche Gesellschaft für Photographie (2010). Partecipa a importanti collettive come “New Topographics” (George Eastman House, 1975), “American Images” (Corcoran Gallery, 1979), “Capturing Time” (J. Paul Getty Museum, 1997), “The American Century” (Whitney Museum, 1999).