Giacomo Caneva

Pittore di formazione, specializzato in prospettiva, Giacomo Caneva (1813 – 1865) si trasferisce a Roma nel 1838 per perfezionarsi in pittura, dove, contemporaneamente ad un’attività artistica intraprende, probabilmente già dopo l’introduzione della dagherrotipia, un’attività professionale di fotografo.
Come risulta infatti da alcuni libri contabili, nel 1849 alcuni suoi dagherrotipi furono ceduti a Tommaso Cuccioni, incisore, mercante di stampe e poi anche fotografo, che ne curava forse la vendita. Dal 1855 figura nelle guide di Roma all’indirizzo di via del Babuino come “pittore prospettico e fotografo”. È tra i protagonisti del Circolo Fotografico del Caffè Greco, e, nel 1855, pubblica Della fotografia. Trattato pratico di Giacomo Caneva, pittore prospettico, nel quale si mostra particolarmente esperto e aggiornato sulla tecnica della calotipia e sulle sue diverse varianti.
Nello stesso anno pubblica un album di vedute al calotipo dal titolo Le vedute di Roma e dei suoi contorni in fotografia. Oltre alle numerose fotografie che hanno per soggetto i principali monumenti di Roma e i luoghi più visitati della Campagna romana, molte famose sono le sue fotografie di genere, costumi e scene di tipo familiare, o studi di natura, che in particolare erano mirate ad una clientela di artisti.
Di particolare pregio resta inoltre la sua precoce campagna fotografica sulle sculture e i Musei Vaticani e Capitolini (1848-1852). Espone sue fotografie a Londra e a Edimburgo.
Muore nel 1865, alcuni suoi negativi su carta sono tuttora conservati presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma.

Bibliografia: M. F. Bonetti con C. Dall’Olio e A. Prandi (a cura di), Roma 1840 – 1870. La fotografia, il collezionista e lo storico, Peliti Associati, 2008