Gioacchino Altobelli

Pittore, allievo di Tommaso Minardi nel periodo compreso tra il 1833 e il 1841, Gioacchino Altobelli (1814 – 1878) dal 1855 è segnalato dalle guide come “Pittore di Storia e di genere”, con lo studio in via Margutta. Particolarmente interessato alla fotografia, all’inizio soprattutto per la riproduzione di opere d’arte, verso il 1860 si associa con il collega e amico Pompeo Molins, con uno studio in via Fontanella Borghese. Nominati “Fotografi ufficiali dell’Accademia Imperiale di Francia e delle Opere d’Arte per le Ferrovie Romane”, Altobelli e Molins eseguono lavori su commissione per il Governo Pontificio, ma si caratterizzano per la produzione di vedute di Roma animate da eleganti gruppi di figure in posa. Dopo la rottura del sodalizio con Molins, per motivi ancora ignoti (1865), Altobelli avvia, nel gennaio del 1866, una nuova Società (Altobelli e Comp.) con i proprietari dello “Stabilimento Fotografico”, attivo in via Passeggiata di Ripetta. Anche nella Nota dei Fotografi redatta dalla Polizia Pontificia, negli anni 1866-1867, Altobelli è segnalato all’indirizzo di Ripa del Fiume. In questi anni la sua attività, oltre a continuare soprattutto nel genere del ritratto, assume un carattere spiccatamente sperimentale, che lo porta a richiedere in più occasioni il diritto di proprietà al Ministero del Commercio per diverse applicazioni da lui messe a punto, come un sistema cromolitografico e il sistema a due matrici per riproduzioni di monumenti con effetti di cielo, per il quale ottiene il brevetto (1866) e che gli permette di realizzare le celebri vedute al “chiaro di luna”. Partecipa all’Esposizione Italiana di Firenze (1861) con Pompeo Molins e a quella Universale (1867).

Bibliografia: M. F. Bonetti con C. Dall’Olio e A. Prandi (a cura di), Roma 1840 – 1870. La fotografia, il collezionista e lo storico, Peliti Associati, 2008