Tommaso Cuccioni

Tommaso Cuccioni (1790ca. – 1864), incisore, per un breve periodo attivo anche per la Calcografia Camerale (negli anni 1834 – 1835), e mercante di stampe e materiali per le belle arti, è menzionato nelle principali guide e negli almanacchi di Roma con il negozio prima in via Della Croce e successivamente in via Condotti. Ben presto si interessa anche alla fotografia e, dopo aver commissionato e venduto dagherrotipie e calotipie di altri professionisti (ad esempio Giacomo Caneva), intorno al 1852, dopo la messa a punto del procedimento al collodio, intraprende personalmente la carriera di fotografo. Si specializza soprattutto nella veduta e nella riproduzioni di opere d’arte. Partecipa nel 1858 alla mostra della Photographic Society  of Scotland e nel 1859 all’Esposizione della Societé Française de Photographie. Nel 1862 partecipa all’Esposizione Universale di Londra con un album di riproduzioni dei dipinti di Annibale Carracci in Palazzo Farnese e tre vedute romane di grande formato.
Alla sua morte la proprietà del negozio, il cui inventario per la successione viene redatto da Giacomo Caneva, passa al fratello Gioacchino con l’usufrutto della moglie Isabella Bonafede. La vedova, interessata a continuare l’opera del marito, conserva attivo lo studio affidandone la direzione a Giuseppe Ninci (fino al 1866ca.); partecipa alla mostra di Roma del 1870 e a quella Universale di Vienna del 1873, dove lo studio Cuccioni viene premiato con due medaglie. Intorno al 1874 la sede del negozio viene trasferita in Piazza di Spagna e nel 1876 in via del Babuino.

Bibliografia: M. F. Bonetti con C. Dall’Olio e A. Prandi (a cura di), Roma 1840 – 1870. La fotografia, il collezionista e lo storico, Peliti Associati, 2008