Festival Voies Off Arles

Arles

2, Rond-Point des Arènes

10.00 - 19.00

04.07 - 31.07.2016

Voies Off si impegna dal 1996 ad Arles nel sostenere la giovane fotografia, presentando il lavoro degli artisti con il massimo rigore e offrendo una piattaforma di fama internazionale durante i Rencontres Photographiques d’Arles. Tra rigore artistico, l’apertura e lo scambio di idee, il Festival Voies Off offre un ricco programma di serate di proiezioni, mostre, letture portfolio e feste.

Photographica FineArt e VisionQuesT contemporary presentano:

Uno Sguardo Italiano
Inaugurazione: martedì 05.07 dalle 18.00

Per il Festival Voies Off Photographica FineArt e VisionQuest contemporary presentano un progetto espositivo dedicato alla fotografia contemporanea italiana attraverso gli occhi di 6 giovani, emergenti ma anche affermati fotografi.
Non sarà una mostra antologica, bensì uno “sguardo”  che speriamo possa dare un’idea di come la fotografia contemporanea italiana stia evolvendo, infatti, tutti i 6 fotografi presentati utilizzano il media fotografico in differenti modi e con approcci diversi: da Giulia Marchi e il suo concetto lacaniano di “spazio condiviso” articolato in tre dimensioni: reale, simbolico e immaginario, dove nascono immagini da qualcosa di reale e tangibile, che successivamente acquisiscono uno specifico simbolismo attraverso l’immaginario dell’artista, a Silvia Camporesi che si muove sempre tra la sottile linea di confine tra l’immaginario e il reale, tra la veglia e il sogno, dove il soggetto è sempre in dibattito con l’elemento naturale e con l’intento di trascendere il limite tra corpo e mente, a Marco Maria Zanin che mischiando differenti tecniche e trascendendo il confine della disciplina artistica, descrive la relazione tra uomo, territorio e il tempo. Da Bruno Cattani che ci porta in un viaggio nella memoria che rivive nel tempo presente, dove le nostre memorie personale e collettiva si fondono donandoci in cambio esperienze passate delle nostre vite, a Carla Iacono che utilizza il prezioso ma ambizioso e universale linguaggio delle favole per parlare dei processi di crescita e individualizzazione, fino a Gian Luca Groppi che con  le sue immagini analogiche in bianco e nero, le sue “Mutazioni”, interpeta non solo i doppi significati linguistici e semantici ma anche vizi, falsità e luochi comuni della società, legati all’impulso di voler sempre apparire, portanto alla luce il diffuso disagio che corrode energie e valori.